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Recensione
DI Mr.
Bungle82
Dopo circa
45 minuti di attesa fuori dai cancelli - la cui apertura, annunciata
per le 20:30, è stata posticipata alle 21:30 - riesco a posizionarmi
molto vicino al palco (al contrario di quanto feci a Roma lo scorso
anno dove mi posizionai abbastanza lontano). Verso le 21:40 sale
sul palco un tizio con barba, occhiali e pancia da alcolizzato che
monta un pupazzo costruito con degli scatoloni, sulla sinistra del
palco. Dopo 5 minuti lo stesso tizio prende la chitarra e si aggiusta
il microfono, e allora capisco che si tratta del cantante dei Tre
Allegri Ragazzi Morti, infatti subito dopo viene raggiunto dal bassista
e dal batterista. Intorno alle 21:45 circa, inizia così lo
show della band italiana. I tre eseguono delle canzoncine allegre
ed orecchiabili (ma niente di più), inframmezzate da strani
discorsi del cantante che volontariamente (credo) parla in un modo
strano, tralasciando gli articoli, come se fosse straniero. Di tanto
in tanto compare sul palco un tizio, con delle orecchie da coniglio
che parla una sorta di "grammelot" che in teoria avrebbe
dovuto far ridere, ma a me faceva innervosire. Da quello che ho
capito, il tizio è una presenza costante negli show dei Tre
Allegri Ragazzi Morti.
Dopo circa 40 minuti la band lascia il palco, dopo uno show, almeno
per me, piuttosto inutile (soprattutto se rapportato a quello delle
due band successive).
Lascia quindi il palco questo scialbo trio rock, per lasciare la
scena ad un altro trio che sembra, in confronto, venire da un altro
pianeta: gli Zu.
La band romana (Massimo Pupillo al basso, Luca Mai al sassofono
e Jacopo Battaglia alla batteria) si esibisce in 45 minuti di jazz-core
che mandano in delirio il pubblico (gran parte del quale non conosceva
il gruppo). Se nell'esibizione precedente aveveo provato a tratti
noia e stanchezza, con gli Zu è tutta un'altra storia: insieme
a tutti i presenti vengo trascinato in un vortice di potenza e tecnica
che ha lasciato tutti sbalorditi. Peccato per l'amplificazione non
perfetta: il suono del basso copriva quasi completamente quello
del sax, ma nonostante ciò i tre ragazzi romani riescono
ad infiammare il pubblico. Un frastuono di applausi meritatissimi,
accompagna l'uscita della band. Il batterista, Jacopo Battaglia
(molto simpatico), ci saluta in questo modo "Noi abbiamo fatto,
ora vi lasciamo ai mostri".
E il primo dei "mostri" a salire sul palco è proprio
Patton che accolto da un boato, si presenta sul palco con i suoi
capelli a "leccata di vacca", per sistemare la sua strumentazione
(che quest'anno vede in aggiunta due nuovi strumenti costruiti direttamente
dal "generale": due teste di bambole con delle tastierine
numeriche annesse e collegate all'ampificazione).
Dopodiché salgono sul palco prima Bozzio (grande boato anche
per lui), poi "Buzzo" (con i suoi soliti assurdi capelli)
e poi Trevor Dunn (con il suo classico berretto).
Patton e Co. non perdono troppo tempo e attaccano con "Cape
Fear" che scalda subito il pubblico. Il concerto prosegue dando
molto spazio ai brani di "Suspended Animation" che dal
vivo, come mi aspettavo, rende benissimo. Dell'album di debutto
sono state eseguite 5 tracce, da "The Director's Cut"
oltre a "Cape Fear" vengono eseguite anche "Ave Satani",
"Twin Peaks: Fire Walk With Me" ed "Experiment In
Terror". Di "Delirium Cordia" sono stati eseguiti
i pezzi più "suonabili" ma anche qualcuno più
"ambient" in cui gli unici suoni erano la voce inquietante
e misteriosa di Patton, e i suoi straordinari effetti che nel semi-buio
del parco perugino rendevano molto bene. Non è stata eseguita
nessuna cover (come invece spesso accade). Lo show è durato
circa un'ora, che come al solito è stata un'ora di potenza
e precisione impeccabile. Patton come al solito mostra sul palco,
un' energia ed un'autorità straordinarie, mostrando ancora
una volta il suo incredibile carisma di leader.
Dunn e Osborne, apparentemente freddi e impassibili nelle loro posizioni
(che controbilanciavano l'esuberante carica di Patton), hanno offerto
una prestazione incredibilmente precisa (il primo) e potente (il
secondo).
Terry Bozzio è sicuramente quello che, insieme a Patton,
ha scaldato maggiormente il pubblico con le sue rullate e i suoni
incredibili della sua batteria. Per quanto mi riguarda però,
devo dire che la mancanza della potenza di Lombardo si è
fatta sentire. Bozzio - non lo scopro certo io - è uno dei
più grandi batteristi della storia del rock, a livello tecnico
è senz'altro superiore a Lombardo, ma per il suono dei Fantômas,
a mio modestissimo parere, il batterista degli Slayer è più
adatto.
Stranamente Patton non ci ha regalato i suoi soliti divertenti monologhi
in italiano, limitandosi soltanto a qualche battuta che comunque
ha fatto divertire il pubblico, soprattutto quando nel ringraziare
gli Zu e i Tre Allegri Ragazzi Morti ha chiamato quest'ultimi i
"tre ragazzi del cazzo"...
Un applauso lo riserverei al Comune di Perugia e alla Regione Umbria,
che hanno organizzato uno straordinario concerto gratuito, con due
tra le migliori e interessanti band rock in circolazione.
Per quanto mi riguarda, la fine della serata non è coincisa
con la fine del concerto: intrufolandomi nell'"area riservata"
sono riuscito ad avvicinare Patton e a rimediare autografo e foto,
ma per questo vi rimando ai commenti sul forum.
Set List:
- Cape Fear
- 04/02/05
- 04/03/05
- Ave Satani
- 04/04/05
- 04/06/05
- estratto "Delirium Cordia"
- 04/07/05
- 04/09/05
- Page 27
- Twin Peaks: Fire Walk With Me
- 04/10/05
- 04/13/05
- 04/18/05
- 04/19/05
- 04/20/05
- estratto "Delirium Cordia"
- 04/21/05
- 04/22/05
- Experiment In Terror
- Page 28
- Page 29
- Page 11
- Page 25/Terry Bozzio solo
- 04/28/05
- 04/30/05
- 04/08/05
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